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Martedì alle 10

#107 - Una cosa sola, una soltanto - 2 gen 2024

Published about 2 months ago • 5 min read

- Martedì alle 10 -

Edizione n. 107 del 2 gennaio 2024

Ogni settimana pubblico una breve newsletter per imprenditori e professionisti che si prendono cura della propria attività.

Ispirazione e know-how per costruirti la tua partita IVA su misura e sostenibile.

Buona lettura 😃


In questo numero:

Una cosa sola, una soltanto - Quando obiettivi e priorità sono chiari ogni singola azione assume un significato certo.

La difficile arte di imparare dagli errori - Nel nostro percorso di crescita personale e professionale, incontriamo spesso ostacoli e difficoltà che si traducono in errori e insuccessi, lasciandoci con una sensazione di delusione e frustrazione.

Ruba da altri settori - Osservare l’operato di aziende e professionisti di settori molto lontani dal nostro può aprire a soluzioni inaspettate per la nostra professione. Pratiche che sono ordinarie in altri campi possono risultare rivoluzionarie nel nostro settore.

Intelligenza artificiale vs. intelligenza naturale - C’è una battaglia in corso tra “intelligenza artificiale” e “intelligenza naturale” per la creazione dei contenuti.

L’elisir di eterna giovinezza - Vivere a lungo e in buona salute è una fortuna dove la genetica svolge un ruolo fondamentale. Se viene aiutata dal nostro stile di vita, tanto meglio.


Una cosa sola, una soltanto

Se hai difficoltà a centrare i tuoi obiettivi un buon sistema è questo: ogni giorno assicurati che tu faccia ciò che conta di più, una cosa soltanto.

Quando obiettivi e priorità sono chiari ogni singola azione assume un significato certo.

Rifletti su cosa è veramente importante per te, identifica quell’“UNICA COSA” che ti fa avvicinare un po’ di più al tuo obiettivo e occupati di lei, di lei soltanto:

“Assicurati che ogni giorno tu faccia ciò che conta di più. Quando sai cosa conta di più, tutto ha senso. Quando non sai cosa conta di più, nulla ha significato.”

—Gary Keller


La difficile arte di imparare dagli errori

Nel nostro percorso di crescita personale e professionale, incontriamo spesso ostacoli e difficoltà che si traducono in errori e insuccessi, lasciandoci con una sensazione di delusione e frustrazione.

C’è però una prospettiva diversa che possiamo adottare, una prospettiva che trasforma gli ostacoli in opportunità di crescita e progresso.

È “l’arte di imparare dai disastri”, una competenza fondamentale per chiunque desideri raggiungere obiettivi personali e professionali significativi.

Per esplorare questa prospettiva di apprendimento, consideriamo due contesti: la vita personale e quella professionale.

VITA PERSONALE

Immagina di trovarti in una situazione di indebitamento finanziario significativo, come ti sentiresti? Ansioso e preoccupato, immagino. E probabilmente alla ricerca di una soluzione per risolvere il problema.

Riuscire a maneggiare “l’arte di imparare dai disastri” aiuterebbe a vedere oltre il problema.

Invece di cedere alla disperazione, si dovrebbe cercare di utilizzare la situazione per apprendere a gestire in modo più oculato il denaro.

Creare un piano finanziario realistico, cercare consigli finanziari autorevoli e apprendere abitudini di gestione finanziaria responsabile.

L’errore finanziario diventa una lezione preziosa per acquisire migliori abilità di gestione del denaro e costruire una base per la stabilità finanziaria.

AMBITO LAVORATIVO

Ora, immagina di essere coinvolto in un progetto professionale che mira all'implementazione di una nuova tecnologia, ma che si scontra con ostacoli significativi, causando ritardi e disorientamento tra i membri del team. (Ad esempio l’introduzione di Chat GPT nel proprio contesto lavorativo)

“L’arte di imparare dai disastri” ci insegna a vedere questa situazione come un’opportunità di apprendimento. Invece di cedere alla frustrazione, analizziamo il problema e, se necessario, cerchiamo formazione specializzata o consideriamo l’assunzione di esperti nel campo.

Questo errore diventa la nostra lezione preziosa per sviluppare una strategia di risoluzione dei problemi mirata a migliorare l’efficienza nell'implementazione di nuove tecnologie. In questo modo, trasformiamo un ostacolo in un’opportunità.

I problemi molto spesso arrivano da soli, non c’è bisogno di sollecitarli. Vederli però solo come un danno assoluto che ci turba e amareggia non ci porta alcun vantaggio, anzi c’è il rischio di esasperarli e renderli ancora più dannosi.

Ogni problema porta con sé una componente positiva. La difficoltà che trovo, e sulla quale mi sto esercitando da tempo, è riuscire ad individuarla e portarla dalla mia parte, aprendo la porta a nuove prospettive.

Non sempre è facile, quando gli errori si portano dietro problemi enormi riuscire a vedere la componente positiva è davvero arduo.

E’ altrettanto vero però che abbattersi e lamentarsi non è la soluzione. Di questo sono certo.


Ruba da altri settori

Hai mai osservato attentamente come si comportano i professionisti di altri settori?

Dare un’occhiata alle strategie di imprese o professionisti che non sono nostri competitor e appartengono ad altri settori può aiutare ad aprire la mente. Ma anche guardare la strategia di comunicazione o la modalità di erogazione dei servizi può essere molto utile.

Per crescere e migliorare non bisogna guardare solo la concorrenza diretta

Certo è molto più facile confrontare il nostro operato con i colleghi o i competitor, e anche molto più rassicurante oltre che “naturale”.

Non sempre però è una buona strategia.

Mi capita di osservare ciò che fanno altri liberi professionisti o imprenditori che operano in settori completamente diversi dal mio.

Ad una prima occhiata superficiale mi viene facile pensare: “Nel mio settore non si può fare così”. Vero?

Invece non è vero. Quasi mai è vero.

Uscire dalla propria forma mentis che applichiamo spesso per abitudine alle nostre strategie operative, può dare una grossa mano a sviluppare una sorta di pensiero laterale.

Rimanere nella propria comfort zone è una tentazione così rassicurante, almeno per me.

Come fare?

Butto lì qualche suggerimento che potrebbe aiutarti a trovare l’ispirazione.

  • Se crei contenuti scritti come copywriter o sceneggiatore potresti trovare spunti da settori come la consulenza aziendale o il commercio on line per capire come gestiscono i clienti ricorrenti.
  • Dalla comunicazione di un’azienda farmaceutica o di una software house puoi cercare di capire come prevedono di investire a lungo termine.
  • Se monti video per un canale YouTube o su una delle numerose alternative prova a dare un’occhiata ai lavori fatti dai registi del cinema muto per reperire fondi.

La pratica standard che sembra ordinaria in un settore potrebbe risultare rivoluzionaria in un altro.

Costa poco provare.


Intelligenza artificiale vs. intelligenza naturale

C’è una battaglia in corso tra “intelligenza artificiale” e “intelligenza naturale” per la creazione dei contenuti.

Per un “nerd” di 56 anni come me interessato da sempre all'evoluzione informatica e tecnologica, guardo con preoccupato entusiasmo a tutto ciò che sta succedendo attorno al ‘machine learning’ e mi unisco a queste considerazioni:

  • La creatività umana è una forza potente, con la capacità di pensare criticamente, esprimere emozioni e creare narrazioni uniche che l’IA fatica a replicare
  • L’IA eccelle nel generare contenuti, riformulare concetti, analizzare testi, creare titoli alternativi.

Quale sarà il futuro dell’intelligenza artificiale nella creazione dei contenuti?

Nel breve-medio periodo prevedo una collaborazione tra umano e macchina, nel lungo periodo non lo so. Forse nessuno lo sa.

Integrando le capacità analitiche con la sensibilità dell’essere umano vedremo grandi cose, si sbloccheranno altre possibilità che ad oggi fatico a vedere.

Come al solito l’intelligenza artificiale è soltanto uno strumento, bisogna vedere come lo utilizzi: qualcuno l’ha paragonata ad un coltello: puoi usarlo per tagliare il pane, oppure utilizzarlo per fare del male.

Ad oggi è ancora il cervello umano che decide.

Per ora.

Ispirato da: → Omobolanle Owodunni


L’elisir di eterna giovinezza

Vivere a lungo e in buona salute è una fortuna dove la genetica svolge un ruolo fondamentale. Se viene aiutata dal nostro stile di vita, tanto meglio.

Sul Lago Maggiore c’è un bar aperto dalla fine degli anni Cinquanta dove una signora, Anna Possi, “La Comandante”, vi lavora senza sosta.

Nel 1958 apre, insieme al marito, il Bar Centrale a Nebbiuno, sopra il Lago Maggiore. Nel 1974 rimane vedova e decide di proseguire l’attività da sola, senza mai un giorno di ferie.

Ma quali sono i segreti per riuscire a gestire a novantanove anni (99, non è un errore) un’attività imprenditoriale?

Anna Possi li racconta in un servizio della TGR Piemonte. Sono tre consigli alla portata di tutti che non possono che far bene:

  • mangiare poco
  • stare in mezzo alla gente
  • avere sempre qualcosa da programmare

Il terzo consiglio è quello che mi piace in modo particolare, non smettere mai di programmare il futuro anziché pensare che non si ha più niente da dare a sé stessi e al mondo.

A qualunque età.

Fonte (dal minuto 14’30”) → TGR PIEMONTE


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